{"id":8893,"date":"2021-02-18T09:05:14","date_gmt":"2021-02-18T09:05:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.strettoblaster.com\/wordpress\/?p=8893"},"modified":"2022-05-20T09:00:57","modified_gmt":"2022-05-20T08:00:57","slug":"hip-hop-labels","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/pieces\/hip-hop-labels\/","title":{"rendered":"Le etichette hip hop: grandi case discografiche disfunzionali?"},"content":{"rendered":"<h2>Esistono ancora etichette hip hop che si dedicano alla produzione underground?<\/h2>\n<p>Non sono mancate le etichette e le case discografiche hip-hop che hanno prodotto musica di qualit\u00e0 e di spessore per tutti i famigerati anni Novanta. Qualche giorno fa, ripensando al <a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/beats\/groove-attack-records-mixtape\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Podcast tributo ai Groove Attack<\/a>mi \u00e8 venuto in mente che ai tempi, per gli amanti di un certo sound Hip Hop francamente hardcore, la situazione era oggettivamente florida.<\/p>\n<p>E mi \u00e8 venuto spontaneo fare un parallelo tra ieri e oggi. Anche se la situazione non \u00e8 necessariamente la stessa, sembra che non tutto sia perduto. Facciamo un rapido ripasso e confrontiamo il passato con il presente.<\/p>\n<h3>Entra in scena lo stormo delle principali etichette discografiche: una resistenza sotterranea.<\/h3>\n<p>Tralasciando la pletora di realt\u00e0 stratosferiche (e meteoriche, tutto sommato) che hanno animato la prima met\u00e0 degli anni Novanta, con una produzione di 12 pollici divenuta cult tra gli appassionati (ci torneremo, un giorno), dalla seconda met\u00e0 degli anni \"<em>mitico<\/em>\" Dagli anni Novanta ai primi anni Duemila, molti giocatori erano in gioco.<\/p>\n<p>Mi riferisco alle etichette discografiche e a entit\u00e0 come la ben nota <strong><a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/beats\/fondle-em-records-mixtape\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondle 'Em Records<\/a>o anche <\/strong> <strong>Rawkus<\/strong>, il gi\u00e0 citato <a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/beats\/groove-attack-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Attacco al groove<\/strong><\/a>, o ancora <strong>Intrattenimento Hydra<\/strong>, il <strong>Conferenza orientale<\/strong>, di Cali <a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/beats\/ill-boogie-records-mixtape\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ill Boogie<\/strong><\/a> di Dj M-Boogie, solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p>Erano i \"<em>mainstream dell'underground<\/em>\", di solito aiutati da importanti accordi di distribuzione, e sono stati seguiti per qualche anno da altri come <strong>Def Jux<\/strong> (e non cito intenzionalmente realt\u00e0 come la <strong>Anticon<\/strong> o il <strong>Quannum<\/strong> <strong>Registrazioni<\/strong>, pi\u00f9 che altro per una questione di suono, cos\u00ec marcatamente lontano dal boom bap ortodosso in stile newyorkese, che per mancanza di qualit\u00e0), che ha segnato l'epoca che ricordiamo cos\u00ec bene.<\/p>\n<p>Sia chiaro: questo non contrasta di per s\u00e9 con il fatto che dopo il 1997 il suono fosse cambiato, e che fosse iniziata una fase per certi versi discendente: semmai quelle etichette e tutta la <em>periodo dei backpackers<\/em> (la moda\/mania di andare in giro con lo zaino sopra la felpa con cappuccio, cos\u00ec anni Novanta e iconica di un periodo della moda streetwear, NDA), rappresentava la resistenza a un Hip Hop che stava, inesorabilmente, cambiando.<\/p>\n<p>Ironia della sorte, quella sopra riportata \u00e8 ancora la storia di una sconfitta.<\/p>\n<div id=\"attachment_8918\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8918\" class=\"wp-image-8918 size-full\" src=\"https:\/\/strettoblaster.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/talib_kweli_hip_hop_labels.jpg\" alt=\"Talib Kweli fuori dagli uffici dell&#039;etichetta hip hop Rawkus a Manhattan\" width=\"630\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/strettoblaster.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/talib_kweli_hip_hop_labels.jpg 630w, https:\/\/strettoblaster.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/talib_kweli_hip_hop_labels-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><p id=\"caption-attachment-8918\" class=\"wp-caption-text\">Talib Kweli fuori dagli uffici di Rawkus a Manhattan, circa 1998<\/p><\/div>\n<h3>La storia di una sconfitta, o di un'altra partita persa: l'amore per il vero hip hop.<\/h3>\n<p>Le etichette nate nell'apocalisse post-97, e venute alla ribalta in seguito, come la ben nota <strong>Stones Throw<\/strong> o <strong>I rimieratori<\/strong>hanno caratterizzato nel bene e nel male gli anni Duemila. Ma esprimevano e rappresentavano anche un altro mondo, spesso un ibrido di altri generi musicali, e in ogni caso non avevano lo stesso valore. Forse \u00e8 anche per questo che esistono ancora oggi, in parte.<\/p>\n<p>Lasciamo volontariamente fuori dall'equazione la maggior parte dei Paesi europei, come l'Italia, dove le pochissime realt\u00e0 esistenti faticavano a rimanere in vita. Ci\u00f2 non era dovuto tanto o esclusivamente all'evidente mancanza di professionalit\u00e0 nel settore, ma soprattutto all'oggettiva scarsit\u00e0 della base di ascoltatori, che rappresenta un ostacolo impossibile. E, considerando che l'onda ciclica di una marea modaiola che investe il nostro Paese si sta ritirando per l'ennesima volta, questa quantit\u00e0 non sembra destinata ad aumentare a breve, piuttosto a diminuire.<\/p>\n<p>Ma all'estero? Questa era di <em>retrofuturismo<\/em> o la rinascita di un \"<em>classico<\/em>\", sembra avere come punto focale anche il rinnovato ruolo, o meglio la \"rivincita\" delle etichette hip hop: queste sono infatti tornate a rappresentare un'epoca.<\/p>\n<h3>L'arrivo dell'et\u00e0, la rivincita delle etichette hip-hop nell'ultimo decennio.<\/h3>\n<p>Una realt\u00e0 americana come <strong>Gruppo musicale Mello<\/strong> non si spiegherebbe se non si guardasse ai suoi punti di forza oggettivi: qualit\u00e0 degli artisti sotto contratto, metodi di distribuzione innovativi e controllo della qualit\u00e0 che non contrasta con la quantit\u00e0 della produzione.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NwZ2HuAc9w8\" width=\"760\" height=\"515\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Dall'album di Gensu Dean, che \u00e8 stato un po' un revival del primo album nel 2012, dal 2015 l'etichetta ha messo a segno un successo dopo l'altro (basti pensare a <strong>L'Arancione e Kool Keith<\/strong>, il famigerato <strong>Oddisee<\/strong>, leggendario <strong>Pete Rock<\/strong> o <strong>Apollo Brown &amp; O.C.<\/strong>) e ha visto anche il notevole ritorno di <strong>Il signor Lif<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_8920\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8920\" class=\"wp-image-8920 size-full\" src=\"https:\/\/strettoblaster.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/hip-hop-labels-MMG.jpg\" alt=\"etichetta hip hop underground Mello Music Group artisti Pete Rock, Oddisee, Apollo Brown \" width=\"630\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/strettoblaster.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/hip-hop-labels-MMG.jpg 630w, https:\/\/strettoblaster.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/hip-hop-labels-MMG-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><p id=\"caption-attachment-8920\" class=\"wp-caption-text\">Pete Rock, Oddisee e Apollo Brown<\/p><\/div>\n<p>Stessa logica per l'etichetta britannica <a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/pieces\/illinformed-production-specs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Alta concentrazione<\/strong><\/a>. Da un'idea di Fliptrix, rapper e leader dell'etichetta, ci troviamo di fronte a una realt\u00e0 economicamente stabile, con un parco artisti di primo piano, dischi di qualit\u00e0, in quantit\u00e0, curati in ogni dettaglio, anche visivo, ben distribuiti e ben promossi.<\/p>\n<p>Risultato: concerti in tutta Europa, dischi in classifica e un milione e pi\u00f9 di visualizzazioni sul loro canale Youtube. E nessun compromesso sul fronte del suono (tanto per sfatare un mito).<\/p>\n<p>Potremmo aggiungerne altri, come il marchio britannico <strong>Blah Records<\/strong>, il francese <strong>Effiscienz<\/strong>, l'australiano <a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/pieces\/must-volkoff-beat-making\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pang Records<\/a>, o il <strong>Crate Cartel Records<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/uNszd8Ize88?start=4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>E, a dire il vero, ci stavamo quasi dimenticando dell'italiana <strong>Tuff Kong<\/strong>, guidati dal nostro amico <a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/pieces\/cuns-tuff-kong-records\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cuns<\/a>come un altro brillante esempio di produzione hip hop underground contemporanea.<\/p>\n<p>Nella stessa categoria si colloca l'ormai leggendario <strong>Daupe!<\/strong> del magnate\/produttore hip hop britannico <strong>Il Purista<\/strong>, lo stesso uomo che per primo ha servito il mercato globale <a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/beats\/westside-gunn-griselda-tribute\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Westside Gunn<\/a> e <strong>Griselda Records<\/strong>nel caso non l'abbiate notato. Oh, e non dimentichiamo di menzionare anche <a href=\"https:\/\/strettoblaster.com\/it\/beats\/metal-clergy-album-roc-marciano-ka\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Roc Marciano<\/strong><\/a>, <strong>Azione Bronson<\/strong>, <strong>Danny Brown<\/strong>e cos\u00ec via...<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gxa2H1lz5GE\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Anche nell'area non anglofona le cose si muovono in modo simile.<\/p>\n<p>Prendiamo il giapponese <strong>DLIP<\/strong>: Fujisawa City, dopo il crollo modaiolo della scena di Tokyo, nel 2009 un gruppo di giovani rapper, produttori, DJ, skater, designer e b-boy di questa crew\/label con una mentalit\u00e0 Nineties estremamente dura, con tanto di baggy jeans e Timberland. Tutto potrebbe sembrare fuori dal tempo, naturalmente, se non fosse che incarna ampiamente l'anima di questo revival. E si accompagna alla stessa logica gi\u00e0 vista: buoni artisti, ottimi produttori, grafiche di valore e dischi su dischi, mixtape, singoli. Produrre mantenendo la qualit\u00e0: non \u00e8 un caso che uno dei 5 migliori dischi del 2014 sia dei <strong>Nagmatic<\/strong> e <strong>Parola di Miles<\/strong> coppia.<\/p>\n<p>In ogni caso, la logica, su grande o piccola scala, \u00e8 sempre la stessa: qualit\u00e0 della produzione musicale industriale e quantit\u00e0 costante di output.<\/p>\n<p>Quindi, benvenuta alla rivincita delle etichette hip-hop senza compromessi, speriamo che duri.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Are there hip hop labels still devoted to underground production nowadays? There was no lack of hip-hop labels and record companies that produced quality and thick music throughout the infamous 1990s. 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